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    November 29

    A Valguarnera la mafia che non si vede. Il tritolo della strage di Capaci proveniva da Grottacalda

    Se fosse una rubrica da almanacco enigmistico, magari ingiallito, si potrebbe dire: "Non tutti sanno che...".
    In realtà che la mafia sia radicata anche e soprattutto nell'entroterra ennese, non è nè un enigma nè una leggenda per tenere buoni i bambini quando fanno i capricci.
    L'uomo nero, quello vero, in verità utilizza la lupara bianca, per vendetta o per preservare un certo "onore".
    Cosa Nostra o mafia che fosse, a Enna era semplicemente la legge di Raffaele Bevilacqua, prima, e di Gaetano Leonardo, detto "Tano u liuni", poi.
    A cavallo tra gli anni '80 e '90, si susseguirono due guerre stragiste tra famiglie di Barrafranca e Pietraperzia, che coinvolsero decine di mafiosi.
    In quel frangente fu ucciso un tale Tuttobene, originario di Valguarnera ma da anni residente nel paese pietrino.
    Quando si parla di mafia, Enna sembra vivere di un mutismo assoluto; una paura che ha attraversato un cinquantennio e trova perciò in questa martoriata Provincia, terreno assai fertile.
    La mafia che va a braccetto con l'ecomafia (presunte scorie radioattive nelle miniere di Pasquasia e Floristella); ma prima di tutto un territorio ideale per i vari summit di Cosa Nostra.
    Il 17 Novembre 1992 il mutismo fu per un attimo accantonato per dar spazio a un'operazione fragorosissima. La Giustizia metteva le proprie "grinfie" su oltre 200 mafiosi, sotto un preciso ordine del Procuratore della Repubblica Giovanni Tinebra e le cinguettanti rivelazioni del pentito nisseno, Leonardo Messina detto "Narduzzu".
    L'Operazione Leopardo coinvolse anche Valguarnera, ove le masserie rurali ospitarono diversi summit mafiosi, con la presenza certa di un pezzo da novanta qual'era Bernardo Provenzano.
    In quella occasione venne indagato il valguarnerese Domenico Calcagno, al quale funotificato un avviso di garanzia per favoreggiamento. Due anni dopo, era il 1994, la seconda parte dell'Operazione Leopardo, vide Calcagno un'altra volta indagato e oggetto di un ennesimo avviso di garanzia.
    Le accuse decaddero e l'uomo fu libero, almeno fino al 7 marzo 2000, quando nel corso dell'Operazione "Valle del Dittaino" l'uomo, gestore di una ditta di calcestruzzi, venne riconosciuto quale prestanome e uomo d'onore amico e affiliato alla cosca del boss Gaetano Leonardo.
    Il 18 maggio 2003, nel bel mezzo di una processione religiosa, due uomini convinsero Calcagno a scendere dalla propria abitazione per spostare la propria auto che, a loro dire, ostruiva il passaggio. Era una trappola tesa dal clan Santapaola, poichè Domenico Calcagno avrebbe chiesto il pizzo all’impresa Ira Costruzioni, azienda sotto il controllo dei "santapaoliani".
    In verità a Valguarnera la mafia era ben più attiva di quanto si credesse. GLi affari ruotavano attorno al movimento terra, agli appalti e alle costruzioni di piccoli e medi imprenditori. Lo sapevano gli inquirenti quando nell'aprile del 1990, presso la Strada Statale 121, in prossimità di Agira, ritrovano un'auto Toyota abbandonata. Apparteneva al valguarnerese Francesco Seggio e al figlio Mariano, indicati dal pentito Calderone come i capi mandamento di Valguarnera e affiliati alla cosca di Piddu Madonia. A Francesco Seggio viene attribuita addirittura la reggenza della famiglia di Enna, come successore di Giovanni Mongiovino, agli inizi degli anni '90. Poi venne sostituito dal villarosano Giacomo Sollami, essendo il Seggio caduto in disgrazia.
    E la disgrazia fu lupara bianca e di loro (anche il figlio) non s'ebbe più traccia, eccetto che nelle dichiarazioni dei pentiti.
    Durante una deposizione rilasciata al PM di Caltanissetta, il pentito Ciro Vara parla, tra le altre cose, della posizione di Seggio nell'organigramma mafioso.
    Parlando di un caseggiato ove certamente aveva vissuto per un periodo di latitanza Nitto Santapaola, così racconta: "[...] il Madonia lì riceveva tutti questi personaggi uomini d'onore della famiglia di Enna. Era un covo che gli era stato messo nella disponibilità tramite i Seggio, Ciccio Seggio [...]".
    Durante il predetto interrogatorio Ciro Vara fa nomi e cognomi e alla domanda del PM: "Era la riunione per decidere le stragi di Capaci e via D'Amelio?", questi risponde: "Sì, sì, sì".
    Poi gli inquirenti, sempre per la serie "Non tutti sanno che..." scopriranno che, le tonnellate di tritolo servite a far saltare l'autostrada all'altezza di Capaci, provenivano dai depositi di Grottacalda, nei pressi di Valguarnera. Una miniera dismessa!.
    Secondo un'intervista rilasciata dal Vescovo Michele Pennisi della Diocesi di Piazza Armerina al giornalista Josè Trovato, Valguarnera sarebbe sempre stata uno dei centri dell'ennese particolarmente colpiti da usura. Un sentito dire che è arrivato fino ai scranni religiosi, che torna in auge dopo l'ultima operazione denominata "Green Line" e che, nel giugno 2009, ha portato all'arresto di una ventina di persone, tre delle quali di Valguarnera.

    Carmelo Parrinelli
    November 27

    Concluso processo a carico di un trentenne per maltrattamenti alla moglie

    Si è concluso martedì scorso avanti il Tribunale di Enna, in composizione monocratica, dr.ssa Stefania Di Rienzo, il processo a carico di un trentenne di Valguarnera, citato in giudizio da un atto di querela della moglie nel febbraio del 2006. Pesantissimi i fatti contestati all’incensurato valguarnerese. La moglie soltanto dopo essere stata lasciata dal marito aveva sporto denuncia penale contro l'uomo, tra cui maltrattamenti, omesso versamento dei mezzi di sostentamento. Ma il fatto più grave di cui l'uomo era stato chiamato a rispondere risaliva al 2003, quando a dire della moglie, a causa di un violento calcio, sferrato nella centralissima villa comunale di valguarnera, dal marito, questa aveva subito una interruzione di gravidanza ed un aborto. Un processo difficile e delicato, durato quasi 4 anni. Il P.m., nella sua requisitoria aveva concluso con la richiesta di condanna alla reclusione di anni 2 e mesi 1. Il 4 novembre era stata la volta della Procura e della parte civile. Poi il processo era stato rinviato al 24 novembre per la arringa del difensore. L'uomo, che ha rischiato fino a 9 anni di carcere, assistito dall'avvocato Toni Manusè, del foro di Catania, è stato riconosciuto responsabile del reato di maltrattamenti, e condannato alla pena della reclusione di 1 anno, con la concessione di tutti i benefici di legge, compresa la sospensione della pena, ma è andato assolto per il reato di omesso mantenimento, e ciò che è più importante, di avere provocato l'interruzione di gravidanza alla donna. Sul punto riferisce il difensore: "aspettiamo le motivazioni della sentenza relativamente al primo capo di imputazione. In ogni caso valuto positivamente che il Giudice, abbia riconosciuto a favore del mio cliente anche la sussistenza delle circostanze attenuanti generiche. Ma non posso nascondere tutta la mia soddisfazione per l'assoluzione dal reato più grave e più infamante. Nessuno, infatti, può essere calunniato per un fatto mai commesso. Soprattutto che la moglie abbia potuto denunziare il marito dopo tre anni dal fatto e soltanto quando questi aveva preso la decisione di lasciarla. Infatti –conclude il legale- al momento del ricovero presso l'Ospedale di Piazza Armerina, i sanitari non riscontrarono nessun segno evidente di violenza sul corpo della donna, e trattarono l'interruzione di gravidanza, come un semplice aborto spontaneo.” 

    Rino Caltagirone

    November 26

    Il CODIRES sulla protesta degli agricoltori

    Il sindacato di categoria Codires, fa il punto sulla manifestazione di protesta degli agricoltori. <<Diecimila agricoltori meridionali, mille mezzi fra trattori, camion, furgoni, camper, auto a seguito, decine di pullman, con rappresentanze di amministratori locali, dallo scorso 16 novembre si sono riuniti a Roma. Dopo un lungo corteo snodatosi per tutta l’Italia Meridionale- raccontano gli organizzatori- sfidando intemperie, stanchezza e fame, rivendichiamo il giusto diritto a una programmazione economica mirante a tutelare il comparto agricolo-alimentare, attualmente in grave crisi. Chiediamo, nell’immediato, il riconoscimento dello stato di crisi del settore>>. In questi giorni, le delegazioni delle associazioni autonome di categoria meridionali; per la Sicilia Codifas, Altragricoltura, Codires-Agricolutra-Aimpa e Comitati spontanei, hanno incontrato, presentando la propria piattaforma rivendicativa, il sottosegretario alle Politiche Agricole, Bonfiglio, il presidente nazionale della conferenza Stato-Regioni, Errani, il componente della commissione Agricoltura della Camera, Ruvolo, i senatori Giambrone, Di Nardo e Belisario, che sono i sottoscrittori di una specifica mozione al senato, ed i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani. In rappresentanza dell’Assemblea regionale siciliana, è intervenuto l’onorevole Caputo. <<Abbiamo particolarmente apprezzato- dicono il presidente del Codires, Franscesco Crocitti e il segretario regionale, Enrico Scozzarella- l’intervento deciso dell’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino che in sede governativa ha rappresentato le rivendicazioni da noi richieste e la conseguente richiesta al governo nazionale, del riconoscimento dello stato di crisi del comparto, così come già deliberato dal governo regionale. E’ stato preso l’impegno di discutere la problematica in Parlamento, ma gli Agricoltori, conoscendo i tempi della politica, hanno deciso di mantenere il presidio ad oltranza fino alla risoluzione della vertenza, organizzandosi in tende approntate all’uopo dalla Protezione Civile, che ringraziamo per il lavoro che sta svolgendo>>.

    Arcangelo Santamaria

    November 21

    Condannata giovane madre valguarnerese

    E’ stato il tribunale di Enna, giudice monocratico dottor Giovanni Milano, al termine di una lunga camera di consiglio, a pronunciare sentenza di condanna a tre mesi di reclusione, pena sospesa, nei confronti di una giovane donna di 25 anni di Valguarnera, V.D. riconosciuta penalmente responsabile, nei confronti dell’ex marito A.L. di 30 anni che da ben 4 anni gli aveva negato il diritto di incontrare il figlio, oggi di 5 anni. La donna, oltre al risarcimento di tutti i danni morali, da liquidarsi avanti il giudice civile, è stata condannata alla refusione delle spese processuali, in favore della persona offesa. L’udienza tenutasi il 17 novembre, sembra così aver messo la parola fine ad una tristissima vicenda familiare che in un certo senso ha dell'incredibile. Infatti, in seguito alla separazione, “il bimbo, piccolissimo- racconta l’avvocato Toni Manusè del foro di Catania, difensore dell’ex marito- era stato affidato alla madre, che, seppur separata, aveva l'obbligo imposto dal giudice della separazione, di consentire che il piccolo trascorresse per 2 volte la settimana qualche ora con il papà. Ma la madre, come è stato accertato nel corso del dibattimento penale a suo carico, forse colpita da un forte risentimento per essere stata lasciata, e da uno spirito vendicativo e punitivo verso il marito, non ha mai osservato l'ordinanza del giudice civile.” Il padre, animato da assoluta determinazione, ha deciso di andare avanti fino in fondo, e difeso dall'avvocato Toni Manusè, oltre a ricorrere avanti il tribunale per i minorenni, ha invocato l'aiuto della giustizia penale. E così, a distanza di 2 anni dalla querela gli è stata riconosciuta ragione. A tal proposito il difensore dichiara, "mai come in queste ipotesi di reato, un difensore sente tutto il peso della responsabilità di sentir fare giustizia. Si tratta di delitti che offendono e negano non soltanto il diritto di un genitore ad esercitare il proprio ruolo, ma quanto, ancor più grave, la sfera affettiva e sentimentale di un bambino, a cui nessuno, neppure una madre, può negare il diritto a relazionarsi nella propria infanzia con entrambe le figure genitoriali. Si tratta –conclude- di quei diritti definiti irrinunciabili, che ancor prima di essere riconosciuti dalla legislazione dei singoli stati, oltre che di importantissime convenzioni, come quella sulla tutela dei diritti del fanciullo, fanno parte del patrimonio morale dell'umanità". Troppo spesso tuttavia, per scoramento nei confronti delle istituzioni o per via delle lungaggini dei processi, i diritti dei minori vengono impunemente calpestati senza che nessuno ne risponda. (*rc*)

    Rino Caltagirone 

    November 14

    Fine settimana importante per i comitati cittadini

    Sabato 14 novembre presso l’Hotel Garden di Pergusa doppio impegno per il Coordinamento Provinciale dei Comitati Cittadini Ennesi. Infatti, al mattino con inizio alle ore 9,30 si riunirà il Coordinamento Provinciale, allargato ai dirigenti locali dei comitati cittadini per sancire la convenzione con una associazione dei consumatori riconosciuta a livello nazionale. Ai lavori prenderà parte il presidente nazionale della suddetta associazione. <<E’ un importante traguardo per tutti i comitati cittadini- dice il coordinatore provinciale, Carlo Garofalo- i quali saranno affiancati nella loro attività da un soggetto giuridico riconosciuto che consentirà di dare assistenza ai cittadini a 360 gradi in tutte le vertenze con la grande utenza pubblica e privata>>. Nella seconda parte della mattinata, il Coordinamento discuterà delle problematiche rifiuti e acqua e delle iniziative da prendere nell’immediato futuro. Nel pomeriggio, alle ore 15, è prevista la riunione regionale dei comitati siciliani, alla quale prenderanno parte anche i rappresentanti delle varie province dell’isola di “rete rifiuti zero” e il movimento “Acqua in Sicilia”. Alla riunione parteciperà il senatore Giuseppe Lumia, al quale i partecipanti presenteranno le proposte per il riordino degli Ato Rifiuti, le linee guida del nuovo piano dei rifiuti in Sicilia e la proposta di legge, già presentata all’Ars dai movimenti, per la “ripubblicizzazione” dell’acqua in Sicilia, sulla scorta di quanto sta facendo la Regione Puglia. <<Al senatore Lumia- annuncia Carlo Garofalo- impegnato da anni per la lotta contro la mafia, chiederemo un preciso ed immediato impegno, affinché le proposte possano essere discusse in un tavolo di confronto con il governo regionale e con le forze politiche regionali, istituendo un tavolo tecnico al quale i rappresentanti dei comitati cittadini e dei movimenti abbiano un ruolo non indifferente>>.

    Arcangelo Santamaria

    Valguarnera ricorda Linda.

    Linda Ieri pomeriggio, alle 17, presso la chiesa Madre si è tenuta  una Messa in suffragio di Linda Bourkkache, la 16enne ragazza di origine algerina, cresciuta a Valguarnera, che lo scorso 5 novembre si è tolta la vita, lanciandosi da una finestra del quinto piano dell’ospedale di Viterbo. La tragica notizia ha sconvolto la comunità valguarnerese, visto che molti conoscevano e apprezzavano la giovane Linda e la sua famiglia, giunti a Valguarnera 14 anni addietro. Il padre di Linda, è un biologo, dipendente di un’azienda che ha un sito produttivo vicino Valguarnera. Per tale ragione la famiglia Bourkkache (moglie e 3 figli) per 14 anni ha vissuto in paese, sino al trasferimento, sempre per motivi di lavoro, a Viterbo. Sull’insano gesto di Linda, immediatamente dopo la tragedia, se ne sono dette tante. Si era detto che Linda si trovava ricoverata presso il reparto Ginecologia dell’ospedale di Viterbo e che aveva appena saputo di essere in stato di gravidanza. L’autopsia ha smentito questa tesi. Linda non era ricoverata in ospedale e si era recata presso il nosocomio di Viterbo solo per compiere l’ultimo atto della sua breve vita. <<Prima di lanciarsi nel vuoto, Linda -racconta un’amica della famiglia Bourkkache- aveva inviato un lungo sms alla madre>>. Nel messaggio telefonico, la ragazza aveva racchiuso tutte le paure e le insicurezze di una 16enne, sul cui morale pesava il trasferimento a Viterbo e l’allontanamento da Valguarnera, paese dove era cresciuta in perfetta armonia con la propria famiglia, meravigliosamente integratasi nel tessuto sociale locale. Il sogno di Linda, infatti, era quello di ritornare in Sicilia. I coniugi Bourkkache, sono musulmani, ma hanno voluto che i loro figli conoscessero anche le altre religioni, per poi potere scegliere liberamente a quale credo appartenere. Per questa ragione, la famiglia Bourkkache, ha accolto con piacere la notizia della comunità cattolica valguarnerese, che ha deciso di rendere l’ultimo saluto ad una ragazza il cui sorriso era solare. Linda Bourkkache, sarà sepolta in Algeria.

    Arcangelo Santamaria

    November 10

    Si è spenta la più anziana di Valguarnera, “zia” Maria Impellizzeri

    Sono stati 102 anni intensi quelli della Signora Maria Impellizzeri che è venuta a mancare domenica scorsa. Zia Maria, alla quale ogni anno abbiamo dedicato un’articolo per il suo traguardo centenario, si è spenta improvvisamente mentre consumava la sua solita pastina. Una cerimonia degna di chi ha vissuto per oltre un secolo le vicende più importanti della nostra comunità valguarnerese è stata celebrata lunedì nella chiesa madre di Valguarnera. Una chiesa colma di gente ha salutato zia Maria e si è stretta intorno alla famiglia. “Un vero e proprio pilastro – afferma Salvatore, uno dei nipoti - che ha saputo mantenere unita la propria famiglia numerosa formata da più generazioni anche nei momenti più difficili”. Durante la predica Don Rizzo ha sottolineato la solidissima fede di zia Maria che nonostante abbia passato momenti difficili, per la guerra, non l’ha mai persa nemmeno per un’istante, anzi l’ha tramandata con successo anche ai membri della sua famiglia.

    November 06

    Sequestrate 15 autovetture abbandonate

    Alcune delle automobili rimosse La polizia municipale, guidata dal tenente Giuseppe La Martina, seguendo le direttive dell’assessore al ramo e vice sindaco, Dario Maugeri, ha dato il via all’operazione di sequestro degli automezzi che da mesi o addirittura da anni, sono abbandonati all’interno del perimetro urbano. <<Con l’ausilio dei nostri uomini e la collaborazione della volante del nucleo radiomobile dei carabinieri - dice il tenente, Giuseppe La Martina - abbiamo rimosso 15 autovetture che da tempo erano abbandonate per le strade del nostro paese>>. Con l’ausilio di una carroattrezzi, le autovetture sono state portate all’interno dell’ex mattatoio comunale, la cui area, qualche giorno addietro, era stata ripulita e sgomberata, appunto per trasformarla in deposito provvisorio per gli automezzi sequestrati. <<Adesso- spiega il tenente, Giuseppe La Martina-, tramite il numero del telaio, risaliremo ai proprietari degli automezzi, ai quali sara’ elevata la relativa contravvenzione. Invito i proprietari a presentarsi al comando di polizia municipale. Hanno 60 giorni di tempo per recuperare i loro automezzi. Trascorso questo periodo, provvederemo ad avviare l’iter per la demolizione>>.

    Arcangelo Santamaria

    November 03

    Parcheggio selvaggio davanti la scuola “S. Arena”

    Le aree antistanti gli immobili scolastici, in teoria dovrebbero essere le più tutelate dal punto di vista della sicurezza stradale. A Valguarnera non è così e non lo è soprattutto dinanzi la scuola “Sebastiano Arena”, dove automobilisti indisciplinati e sicuri di farla franca, per la carenza di controlli, con i loro automezzi invadano la panchina antistante l’ingresso di questo plesso scolastico. Tutto ciò, ovviamente, accade durante l’orario d’uscita degli alunni della scuola elementare, che sono costretti a sgattaiolare tra automobili in movimento, per raggiungere il marciapiede opposto e fare ritorno a casa. E’ già successo e anche davanti altre scuole del paese, che qualche bambino o bambina, solo per fortuna non sia stato investito dagli automobilisti. Adesso a protestare e denunciare quanto avviene, sono un gruppo di genitori che si è rivolto alla nostra redazione. Non è possibile- affermano- continuare ad assistere in silenzio a questo quotidiano mancato rispetto della legge. Non è possibile-aggiungono- che i nostri figli devono rischiare di essere investiti dalle automobili, proprio dinanzi la scuola>>. Poi i genitori si rivolgono al governo cittadino del sindaco Nocilla e chiedono:<<Vogliamo che dinanzi le scuole siano tracciate le strisce pedonali, siano collocati i dossi rallentatori e sia apposta la relativa cartellonistica stradale. Ma soprattutto- concludono- vogliamo che negli orari di ingresso e di uscita a vigilare ci siano anche gli agenti della polizia municipale e non solo dei volontari di qualche associazione privata che, pur indossando una divisa, non hanno nessun potere e non incutono nessun timore nei confronti di chi infrange il codice della strada e mette a rischio l’incolumità dei nostri figli>>.

    Arcangelo Santamaria

    Protestano gli agricoltori per le pessime condizioni delle strade

    Monta la protesta tra gli agricoltori valguarneresi per le pessime condizioni in cui e’ ridotta la strada, Valguarnera-Raddusa, che conduce anche alle loro aziende agricole. Frane, smottamenti e soprattutto il mancato intervento di ripristino da parte degli organi preposti, hanno reso questa importante via di comunicazione, impercorribile e alquanto pericolosa, per quanti, per ragioni di lavoro, sono costretti ad attraversarla. <<L’altro giorno- dice Pippo Capuano- uno degli storici imprenditori agricoli della zona- un camion carico di fieno si e’ capovolto, a causa delle condizioni pietose in cui e’ ridotto il manto stradale. Solo il destino ha voluto che non accadesse nulla di grave, ma non e’ possibile continuare a rischiare quotidianamente la vita per recarci nelle nostre aziende agricole>>. Sullo stato di crisi che sta attanagliando il settore agricolo, quindi, pesa anche la fatiscenza delle infrastrutture. Alla pessima condizione della “Valguarnera-Raddusa”, infatti, occorre aggiungere quella delle regie trazzere che dalla strada principale, a decine si diramano nell’entro terra ennese e che conducono alle varie aziende agricole della zona, la cui produzione, nonostante le varie vicissitudini, continua ad essere una delle colonne portanti dell’economia della provincia di Enna. <<Se si continua a non intervenire- dicono preoccupati, alcuni imprenditori agricoli- questo inverno le nostre aziende agricole, rischiano di rimanere isolate. Non sara’ piu’ possibile coltivare i campi e portare da mangiare agli animali dei nostri allevamenti>>. Ma gli agricoltori non sono disposti a subire ancora il silenzio delle istituzioni e affermano: << Per tutelare le nostre aziende e l’economia delle nostre famiglie siamo disposti a forti azioni di protesta. La “Valguarnera – Raddusa” e le altre strade che conducono alle nostre aziende agricole devono essere rifatte. A rischio c’e’ il futuro di diverse decine di aziende agricole>>.

    Arcangelo Santamaria

    October 26

    L’acqua un bene comune da non privatizzare

    Il Coordinamento provinciale dei comitati cittadini ennesi, ieri, ha appreso la notizia che la Giunta Regionale della Puglia ha approvato un disegno di legge, da far approvare al Consiglio Regionale, in materia di “ripubblicizzazione” del servizio idrico. Secondo il coordinatore provinciale, Carlo Garofalo: <<I principi sanciti in questo testo, in corso di pubblicazione, sono quelli che da anni andiamo dicendo in tutte le salse in questa provincia di Enna, la quale come al solito, è stata la prima a privatizzare il servizio, la prima ad affidarlo ai privati, a seguito di gara, la prima a dovere sperimentare che non sempre ciò che si privatizza risponde poi a criteri di efficienza ed economicità, la prima a fare i conti con i tagli del servizio ai cittadini morosi, anche se per giustificati motivi oggettivi e soggettivi, la prima a fare i conti con il caro-acqua>>. Nel decreto della Regione Puglia tra l’altro si legge: l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale, non assoggettabile a meccanismi di mercato (profitti da parte dei privati); la proprietà e la gestione devono essere pubbliche e importate a criteri di equità e di solidarietà; il servizio idrico deve essere considerato un servizio pubblico essenziale e di conseguenza privo di rilevanza economica. <<Un plauso, da parte nostra- afferma Garofalo- al coraggio del presidente della Regione Puglia e della sua giunta, ma soprattutto un plauso agli amici del Forum Acqua della Puglia che con caparbietà, coerenza, fierezza,insistenza hanno chiamato la gente alla mobilitazione perché un bene essenziale, naturale e comune come l’acqua non diventi strumento di profitti leciti o meno con la privatizzazione. In questa provincia- dice Garofalo- dobbiamo fare altrettanto. Non possiamo restare inermi o indifferenti, dobbiamo organizzarci, dobbiamo costringere i nostri politici, ad iniziare dalla deputazione nazionale e regionale, a dirci perché il servizio idrico sia pubblico oppure privato, se si considera l’acqua un bene comune o mercificabile. Quanto accaduto in Puglia ci deve dare quel coraggio e quella forza che cambiare si può. Tra l’altro, nel nostro percorso quotidiano di lotta e di rivendicazioni abbiamo potuto notare che forze politiche (leggi sinistra storica) o deputati di partito (leggi Crocetta, Lumia, Scilipoti, ecc.) si sono da tempo convinti che l’acqua deve tornare ad essere pubblica>>. Il coordinamento provinciale già da tempo ha avviato una serie di incontri con le forze sociali, sindacali, politiche e con diversi rappresentanti istituzionali per costituire il forum dell’acqua in Provincia di Enna, da fare aderire a quello regionale e nazionale. <<Siamo convinti – conclude Garofalo- che unendo le forze e chiamando la gente alle rivendicazioni giuste e legittime, potremmo contribuire a ristabilire un principio che è quello dell’acqua bene comune ed essenziale e diritto di tutti, a prescindere dal reddito e dalla possibilità economica>>.

    Arcangelo Santamaria

    October 16

    Buone notizie per i forestali

    <<Saranno 583 i lavoratori forestali del servizio antincendio tra autisti, torrettisti e pompieri che saranno avviati al lavoro il prossimo 30 novembre, mentre la chiamata sarà effettuata giorno 4 novembre. Queste sono alcune delle cose comunicate oggi dal Dirigente provinciale dell’ Azienda regionale Foreste di Enna, il dottor Nunzio Caruso, alla scrivente nostra organizzazione sindacale>>. A parlare è Franco Arena, segretario provinciale dell’Ugl. <<Si tratta di lavoratori – dice Arena- che appartengono alla fascia occupazionale delle 101 giornate lavorative. I 583 lavoratori riguardando i tre Scica (Uffici di Collocamento) di Enna, Nicosia e Piazza Armerina. Questi 583 lavoratori si andranno ad aggiungere in cantiere agli altri lavoratori appartenenti alle fasce dei 151, 101 e 78, già avviati per il 16 novembre, con la chiamata di mercoledì 14 ottobre. E’ chiaro che per il prossimo anno nel servizio antincendio bisogna essere preparati ed agire concretamente aumentando le giornate lavorative per tutti gli addetti con il passaggio da 101 a 151 giornate lavorative così da rendere possibile una maggiore presenza di tutti gli addetti, allargando il periodo di permanenza da maggio ad ottobre>>.

    Arcangelo Santamaria

    October 14

    Tariffe dell’acqua ingiuste per il comitato dei cittadini

    Il coordinamento provinciale dei comitati cittadini, ritiene ingiusto ed esoso l’aumento delle tariffe dell’acqua,attuato dallAto idrico di Enna che lo scorso 26 maggio ha approvato le nuove tariffe per la quota fissa ed i consumi dell’acqua per l’anno 2009. Il coordinatore provinciale dei comitati, Carlo Garofano, spiega:<<La giustificazione della manovra, così come si legge nella lettera a firma del Presidente della Provincia, azionista al 50% dell’Ato), è quella di “potere agevolare le famiglie meno abbienti” con un modello Isee inferiore a 9 mila euro, e “le famiglie numerose con almeno 5 componenti”. Abbiamo cercato di capire tale manovra, intanto nei numeri, e facendo dei confronti su consumi ipotetici, abbiamo constatato che la manovra è fasulla>>. Carlo Garofalo con tabelle alla mano, dice:<< Le famiglie meno abbienti, con consumi ipotetici di 200 metri cubi, in un anno risparmieranno circa 3 euro; le famiglie numerose subiranno aumenti che si aggirano intorno al 15%; i nuclei normali, aumenti del 20% e le altre utenze (bar, ristoranti, lavanderie, ecc.. )aumenti anche del 40%. Destinatari delle agevolazioni possono comunque essere solo il 5% massimo delle utenze domestiche e cioè solo 3415 famiglie, su un potenziale di ben 30 mila nuclei agevolabili, tanti quanti sono gli Isee inferiori a 9 mila euro, rilasciati nell’anno 2008 dall’Inps>>. A conti fatti il coordinatore dei comitati cittadini, afferma:<< In fondo, un destinatario a cui vanno le agevolazioni c’è, e questo è “AcquaEnna”, gestore privato di un servizio essenziale. Infatti, solo per l’aumento della quota fissa nelle utenze domestiche, al gestore andranno circa 3 miliardi delle vecchie lire all’anno, con un aumento del 118%, mentre con l’aumento della prima fascia di consumo per le utenze domestiche, Acqua Enna introiterà oltre 200 milioni delle vecchie lire all’anno con un aumento di oltre il 5%>>. Dopo l’analisi dei numeri Garofalo passa all’attacco:<< Nel riservarci in separata sede un approfondimento legale della delibera che ha visto coinvolti il presidente della Provincia e tutti i sindaci, alcune domande e alcune riflessioni sorgono spontanee: Perché la delibera del 26 maggio non è stata resa nota subito agli utenti ? Perché nessuno dei soci (presenti o assenti: ci riferiamo ai sindaci e al presidente della Provincia) non ha fatto trapelare niente all’esterno? Perché le decisioni dell’Ato non vengono pubblicate sul sito dello stesso Ato, in modo da rendere più trasparente la gestione? Quanto spende l’Ato idrico e di conseguenza gli utenti, per la gestione del sito internet? Infine, se Acqua Enna è aggiudicataria di una gara (peraltro non ci è dato sapere se il ricorso presentato in sede amministrativa dalla ditta esclusa dalla gara è ancora pendente), quali sono i meccanismi e le norme contrattuali applicate dall’Ato che vanno esclusivamente a favore del gestore privato? In un momento come questo – conclude Garofalo- caratterizzato da una totale sfiducia verso le istituzioni da parte della gente, è giusto che si faccia chiarezza e si risponda a delle domande che tutti quanti ci poniamo>>.

    Arcangelo Santamaria

    October 12

    In arrivo finanziamenti per gli interventi sulle strade provinciali

    Trentotto milioni e mezzo di euro, per interventi da effettuare su strade così dette secondarie della provincia, che riguardano la sistemazione, l’ampliamento e l’ammodernamento di esse. La somma, derivante per gran parte dai fondi accantonati nel 2006 per il ponte sullo stretto (governo Prodi) e per una piccola parte dai fondi POR, è solamente la prima annualità (anno 2007) di un importo ben più consistente di 116 milioni di euro comprendente gli esercizi 2008 e 2009. Il finanziamento relativo alla sola prima annualità è stato già approvato dal Cipe. Il presidente Pippo Monaco conferma la notizia: “Abbiamo ricevuto per il momento solo un piccolo acconto che servirà intanto per avviare le procedure di gara. Successivamente dovremmo ricevere le somme a saldo ”. Una somma così ingente non rappresenta sicuramente una bazzecola, essa servirà a risolvere in parte, i grossi problemi che attanagliano la viabilità provinciale. In futuro potere disporre pure delle altre due annualità, sarebbe un toccasana non solo per le coronarie degli automobilisti ma soprattutto per la fragile economia della provincia. Il consigliere provinciale del PD Pippo Castoro nonché vice presidente della commissione viabilità –aggiunge-: “I lavori se non ci saranno contrarietà, saranno appaltati entro il 31 dicembre di quest’anno ed entro la primavera prossima dovrebbero iniziare. Con la prima annualità dei fondi Cipe saranno cantierabili le prime 62 opere in elenco e con il primo acconto dei fondi POR (70%) almeno altre sei. Le somme finanziate arriveranno in corso d’opera.” Sull’argomento interviene pure l’assessore provinciale alla viabilità Filippo Faraci: “E’ un anno che lavoriamo per sbloccare questi fondi –afferma- ora siamo sulla buona strada. La gran parte delle opere –aggiunge- sono state progettate dagli uffici tecnici della provincia e se non ci saranno intoppi di alcun genere, saranno rese al più presto cantierabili”. A Valguarnera finanziate tre strade : la Valguarnera –ponte Battiato 500 mila; la RT ( abbeveratoio Buglio– ponte Cafeci)) 150 mila; la Val di Noce - Montagna- Castani) 150 mila; Tra le più importanti c’è la sp n. 18 “Agira- Nicosia” con 8 milioni 290 mila euro; la Piazza Armerina- Valguarnera- Mulinello con 2 milioni e 500 mila (sebbene questa strada sia stata ceduta recentemente dalla Provincia all’Anas e quindi con molta probabilità sarà questo ente a provvedere con propri fondi); la strada del Borgo Cascino 850 mila; la strada provinciale 24A- bivio ss 121 per Centurie 400 mila: la sp 12/b- diga Olivo- Bivio Catena 700 mila; la circumlacuale del lago Pergusa 1 milione 200 mila; la sp 39- Leonforte bivio sp 19 Villadoro un milione 500 mila; la Enna- Casina bianca 660 mila; Enna –bivio Kamut 800 mila; la Aidone- Miniera Baccarato 500 mila; la sp 34 Gagliano- Troina 2 milioni; la sp 7/b compresa la realizzazione di un viadotto 3 milioni; la sp 21 Agira-scalo Raddusa 1 milione 800 mila; Villapriolo- bivio Villadoro 2 milioni; E poi ci sono altre strade secondarie della provincia i cui importi oscillano tra i 150 e 500 milioni di euro

    Rino Caltagirone

    October 08

    Studenti pendolari protestano per la SP4

    Gli studenti valguarneresi dell’istituto tecnico commerciale e per geometri “L. Da Vinci” di Piazza Armerina, 35 circa, si mobilitano coinvolgendo anche gli altri studenti delle superiori, per la chiusura all’altezza della galleria Grottacalda, di un breve tratto della provinciale 4 che rende un ‘odissea il loro viaggio quotidiano. Chiusura che perdura ormai da quasi due anni. Gli alunni si sono riuniti ieri in assemblea e ne hanno parlato al dirigente scolastico Giovanni Scollo che comprendendone le ragioni ha detto loro che interverrà presso le istituzioni, invitandoli nel contempo a fare un componimento sull’argomento. Il migliore sarà premiato. Con una lettera che stanno per inviare al presidente della provincia, al prefetto di Enna ed ai sindaci di Valguarnera, Piazza Armerina ed Aidone, stanchi del loro calvario giornaliero, con quei sali scendi pericolosissimi come in una giostra, chiedono che si intervenga. Calvario che accomuna non solo gli studenti valguarneresi ed Assoro, 300 circa, frequentanti le scuole armerine ma anche le migliaia di automobilisti, compresi i numerosi turisti che visitano giornalmente la Villa del Casale e Morgantina e che nei mesi prossimi diventeranno molto di più con l’arrivo ad Aidone della Venere. Un’arteria la provinciale 4, tra le più importanti della provincia, visto che collega l’autostrada PA-CT con Piazza e Gela. Per questo breve tratto franato, la strada è chiusa da oltre due anni ed il traffico è deviato sulla vecchia provinciale 88 lunga un paio di chilometri e che per percorrerla occorrono quando va bene oltre 10 minuti. Un vecchio sentiero questo pericolosissimo, inidoneo per la tortuosità del percorso, la pendenza, la ristrettezza della carreggiata e la mancanza di segnaletica orizzontale e verticale che rende il percorso invisibile durante le serate di nebbia. Gli ingorghi giornalieri con lunghe fila di mezzi pesanti cosi come gli incidenti si sprecano. Adesso gli studenti stanchi di mettere giornalmente a repentaglio la loro incolumità hanno deciso di dire basta: “Caro presidente –scrivono- siamo un folto gruppo che crede nelle istituzioni e che si sottopone ogni giorno ad enormi fatiche per raggiungere la scuola. Non capiamo come mai alla fatica scolastica dobbiamo sottoporci anche a questo stress. Non si comprende come nessuno provveda, quali sono gli impedimenti e gli interessi ad isolarci dalla celerità dei trasporti a tutto scapito nostro e dell’immagine della provincia regionale di Enna. Il nostro appello- continuano- è rivolto anche ai rappresentanti locali affinché assieme a noi si mobilitino anche loro. La nostra speranza è vedere ricostruito questo breve tratto di strada che si percorre in 15 secondi, anziché la deviazione che richiede 15 minuti.”.

    Rino Caltagirone

    Su Ebay i casi di tumore dell’ennese

    “Vite come jeans”. Svendesi vite umane causa alta incidenza tumorale nell’Ennese. Svendita totale su ogni “capo”che evidentemente vale quanto un jeans. E’ questo il provocatorio annuncio commerciale, che il valguarnerese, Carmelo Parrinelli, ha pubblicato sul noto sito internet di scambi commerciali “ebay.it”, per continuare la sua civile battaglia sui casi di tumore in provincia di Enna e soprattutto per pretendere che si faccia chiarezza sulle ipotetiche fonti di inquinamento ambientale. Sul sito di “ebay.it”, accanto all’ “annuncio commerciale”, c’è la foto della dismessa miniera di sali potassici di Pasquasia, il cui sito, diverse volte è stato indicato quale possibile deposito clandestino di materiale radioattivo. Carmelo Parrinelli non molla e dopo avere fondato su Facebook il gruppo “Incidenza tumorale a Valguarnera e nell’Ennese”, dice:<< Sto provando in tutti i modi a dare la giusta visibilità al problema, per sensibilizzare i potenti. Ho scritto al presidente Napolitano, a Striscia la notizia , alle Iene, ma sino ad ora non ho avuto nessuna risposta. Idem con patate per i maggiori quotidiani. Adesso- afferma il combattivo giovane- ci provo così. Su “ebay”, a corredo dell’annuncio, Carmelo Parrinelli scrive: <<L'asse della morte: Enna, Piazza Armerina, Valguarnera, Aidone, così assumerebbe un suo perché, essendo queste cittadine nelle immediate vicinanze di pozzi e cave estrattive di varia natura (zolfo, principalmente). Ma se nel 1997 un tentativo di filmare e divulgare le immagini dei pozzi di Pasquasia, da parte dell'onorevole Ugo Grimaldi, allora assessore al Territorio e Ambiente presso la Regione Sicilia, fu respinto con decisione, chissà cosa accadrebbe oggi se la medesima richiesta di controlli avvenisse in prossimità delle bocche di Floristella e Grottacalda? Diciamo un generale silenzio, seguito dai tanti insabbiamenti che purtroppo in Sicilia tendono a coprire le malefatte di mafia ed ecomafia. Ad Enna, così come in tutta la Provincia, non esiste un registro tumori, sebbene qualche anno addietro, da uno studio di un noto oncologo, quale il dottor Cammarata, emersero risultati allarmanti. Cammarata, in particolare, fece notare come in una cittadina strutturata com’è Enna (capoluogo più povero d'Italia), non ci fossero industrie capaci di alterare in tale modo i valori biologici dei cittadini, fino a causarne la morte. Eppure bisogna ricordare- aggiunge Parrinelli-, ancora una volta, quali sono i dati prodotti dall'Istat riguardo i decessi ad Enna: muoiono di tumore o malattie all'apparato respiratorio ben 16 persone su 10 mila l’anno, mentre in posti decisamente più industrializzati come Milano, ne periscono “solo” 12 ogni 10 mila. A Torino e Genova 11 ogni 10 mila>>.

    Arcangelo Santamaria

    Pericolo frane nell’ennese. Parla il segretario regionale dell’ordine dei geologi

    <<Ormai i geologi passano come quella categoria di professionisti che “aveva previsto tutto”: terremoti, frane, alluvioni ecc. Non siamo dotati di capacità paranormali o divinatorie, la verità sta nel fatto che la geologia è una scienza che studiando il passato del nostro pianeta, prevede le dinamiche e le forze che regolano gli equilibri della crosta terrestre>>. Esordisce così Fabio Tortrici, segretario dell’ordine regionale dei geologi, a poche ore di distanza dal disastro del Messinese. Tortrici che in passato ha più volte denunciato il deturpamento del territorio senza mezzi termini afferma:<<La più importante concausa del dissesto idrogeologico è l’incapacità della classe politica e dirigente nel governare il territorio.  Da sempre i siciliani pagano il prezzo di un uso dissennato del territorio, sordo agli allarmi lanciati dai geologi. In Sicilia nel 2005 è stato pubblicato il Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) il quale ha identificato e riportato su apposite carte, le aree in frana e le relative zone a rischio, fornendo una chiara idea delle dimensioni e della gravità del dissesto idrogeologico>>. Qual è la situazione in provincia di Enna? <<Per quanto attiene alla nostra provincia- afferma il geologo- i numeri sono spaventosi. Sono stati censiti 5165 dissesti di cui 4584 attivi; ma in realtà studi di maggiore dettaglio eleverebbero ancora di più queste cifre. Il triste primato, riguardo l’indice di franosità, spetta a Villarosa con una percentuale del 12% superiore a quello dell’intera provincia, oltre che a Troina e Nicosia. In totale nella provincia di Enna i chilometri quadrati interessati da frane è circa pari a 125. Domandandomi perché non siano seguiti opportuni interventi di monitoraggio e consolidamento per la mitigazione dei rischi geologici, trovo risposta solo nell’ignoranza di quei politici che preferiscono bruciare danaro pubblico in fuochi d’artificio per festicciole di paese, ed in quei numerosissimi cittadini che sfoggiano cellulari di ultima generazione ma non si interessano se la loro abitazione è al sicuro. Si pensi a tutti i dissesti sulle strade provinciali e statali in provincia di Enna, sistematicamente invase da fango ogni qual volta cadono poche gocce di pioggia; l’esempio della zona di Dittaino valga per tutti. Che dire poi del crollo del viadotto sulla SP 28 ad Enna, dell’interruzione sulla SP 4 o dell’area archeologica di Morgantina interessata da fenomenologie dissestative? Paradossalmente - aggiunge Tortrici- si è passati dall’emergenza siccità all’emergenza alluvioni, senza che si sia esaurita quella rifiuti, quella inquinamento e quella sismica.  Un labirinto di emergenze il cui intreccio costituisce la questione ambientale siciliana, coinvolgendo ogni attività economica e sociale. Una questione ambientale la cui risoluzione costituirebbe un volano di sviluppo economico al quale la provincia di Enna e tutta la Sicilia dovrebbero potere ambire. La natura geologica della provincia di Enna, non può certamente definirsi ottimale, prevalendo termini argillosi dotati di scadenti caratteristiche geotecniche, ma fin quando ai geologi si darà la parola solo a posteriori per discutere di “disastri annunciati” senza progettare seriamente interventi di mitigazione delle pericolosità geologiche, la natura si ribellerà contro l’uomo per riprendersi ciò di cui è stata profanata>>.

    Arcangelo Santamaria

    September 29

    Decreto ingiuntivo al comune. Bloccati gli stipendi degli impiegati

    Amara sorpresa per i 120 dipendenti del comune di Valguarnera che ieri mattina si sono ritrovati senza stipendio a causa di un decreto ingiuntivo di 159 mila euro, emesso dal giudice civile nei riguardi dell’ente municipale. <<Il decreto ingiuntivo- spiega il sindaco, Piero Nocilla - è stato emesso per un debito del comune di Valguarnera nei riguardi del “Credito Siciliano” che anni addietro aveva finanziato l’Ato EnnaEuno. L’istituto bancario che aveva elargito il finanziamento, quale garante, tra gli altri comuni, aveva indicato anche il nostro. Il debito di 159 mila euro, imputabile al nostro ente- afferma Nocilla- fu autorizzato da un atto deliberativo, varato da una delle amministrazioni comunali che mi hanno preceduto. Contro quell’atto deliberativo, da noi ritenuto illegittimo, la mia giunta aveva presentato ricorso, ma l’udienza, fissata per il prossimo 9 ottobre, è stata preceduta dal decreto ingiuntivo>>. Che fine faranno gli stipendi dei dipendenti comunali? <<Ai nostri dipendenti -afferma il sindaco- va tutta la mia solidarietà. Ci stiamo muovendo, affinché, entro un paio di giorni, i salari possano essere pagati. Ovviamente- aggiunge Nocilla- il debito di 256 mila euro, potrebbe pesare come un macigno sul nostro bilancio>>. Il sindaco punta il dito contro l’Ato rifiuti e sostiene: <<L’Ato EnnaEuno è stato una iattura per tutti i comuni della provincia di Enna, che sono costretti pagare le conseguenze per le nefandezze di un carrozzone politico-clientalare, appositamente creato da chi, al suo interno, ha sistemato parenti e amici>>. Ovvia la preoccupazione tra i dipendenti comunali che adesso aspettano le prossime ore per potere incassare il proprio salario.

    Arcangelo Santamaria

    September 20

    Due Valguarneresi nel 186° della Folgore

    Il primo caporal maggiore Giacomo Di Simone Oggi l’Italia intera si fermerà per rendere omaggio ai sei soldati italiani uccisi a Kabul. A Valguarnera, il dolore che pervade l’intera nazione, è molto sentito, visto che due famiglie del luogo sono particolarmente legate al 186° reggimento della Brigata Folgore. Le famiglie sono quelle del primo caporal maggiore, Samantha Leanza e quella del primo caporal maggiore Giacomo Di Simone. Samanta Leanza, 29 anni, al momento si trova proprio a Kabul, dove è arrivata lo scorso 3 maggio, per una missione di sei mesi. Una missione che qualche giorno addietro, a seguito dell’attentato dei Talebani, anche per lei, ha rischiato di trasformarsi in tragedia. << Dopo l’attentato- dice Rita Cucinotti, mamma della soldatessa- prima che apprendessimo la tragica notizia dalla televisione, Samantha ha immediatamente telefonato a casa per rassicurarci>>. Samantha Leanza è nell’esercito dal 2005 ed ha già alle spalle una missione in Libano. Oltre Samantha, nel glorioso 186° reggimento della Brigata Folgore, Valguarnera può vantare la presenza del primo caporal maggiore Giacomo Di Simone. Il caporale Di Simone, al momento si trova a Valguarnera e ieri mattina siamo andati a trovarlo nella sua casa di campagna. Giacomo è un ragazzone di 24 anni, sposato con Laura e padre del piccolo Filippo, un bambino di 2 anni dagli splendidi occhi azzurri. Nonostante la giovane età, il primo caporal maggiore, Giacomo Di Simone, ha bruciato già tante tappe. <<A 16 anni e mezzo- ci racconta- con il permesso dei miei genitori, ho iniziato la carriera militare. Entrare nella Folgore- afferma orgoglioso- non è facile ma ci vogliono tanti sacrifici e soprattutto bisogna amare quella vita>>. Non appena iniziamo a parlare dei sei soldati uccisi a Kabul, al caporale Di Simone gli occhi diventano lucidi. <<Li conoscevo tutti ed erano tutti dei ragazzi splendidi. Quello che in questi giorni si sta dicendo sulla Folgore non è retorica ma la verità. A Siena e poi in missione si è formata una vera e propria famiglia. Le missioni all’estero sono esperienze che ti segnano per tutta la vita e la Folgore è una grande famiglia. Anche io dovevo partire per l’Afghanistan, ma lo scorso 19 agosto, dopo il matrimonio civile, mi sono anche voluto sposare in chiesa e al momento sono in aspettativa>>. Ma è vero che andate in missione solo per i soldi? << Nessuno, per qualsiasi cifra, rischierebbe la vita. Il nostro più che un lavoro è una religione. Non ci sono cifre quantificabili dinanzi agli affetti più cari. Dopo la nascita di mio figlio sono partito per il Libano e ho rivisto il bambino dopo 6 mesi. Questi sono vuoti affettivi impagabili>>. Il caporale Di Simone, fuciliere-mortaista, che è già stato in Afghanistan ad Herat, dopo avere preso parte alle missioni in Albania, Kovoso e Libano, ci mostra orgoglioso uno degli encomi ricevuti. La moglie Laura si avvicina e dice:<<Non vorrei più che andasse all’estero>>. Giacomo è un ragazzo umile e per parlare con noi ha interrotto la vendemmia della sua vigna, ci guarda e afferma:<<Sono un soldato e se mi ordinano di ripartire non mi tirerò indietro. Gli italiani all’estero servono>>.

    Arcangelo Santamaria

    Chiusa per 40km la SS192 per frane. L’Anas non interviene

    ss_192A volere rispettare la segnaletica stradale, l’autostrada A19 risulterebbe irraggiungibile per tutta l’utenza proveniente dal Sud dell’isola e diretta agli svincoli di Mulinello, Dittaino, Agira e Catenanuova. Perché? Per la semplice ragione che la SS 192, unica strada  di raccordo con tutte le altre della zona ennese e con la stessa autostrada, è chiusa al transito per 39 km nel tratto compreso tra Calderai e Catenanuova. Già dall’inverno scorso una capillare disposizione della segnaletica stradale indicante il divieto di transito, è stata collocata dall’Anas ad ogni incrocio che immette nell’importante arteria statale. Il primo di questi segnali di divieto s’incontra a Calderai con sotto l’indicazione del numero di km interdetti al transito dopo il cartello. Lo stesso segnale è presente lungo la strada, sino a Catenanuova. E, nel caso il messaggio non fosse abbastanza chiaro per gli automobilisti, in più punti il divieto di transito è raddoppiato, come si vede nella foto. Per effetto di tale chiusura al transito, la zona industriale e lo scalo ferroviario di Dittaino sarebbero irraggiungibili. I comuni di Valguarnera, Piazza Armerina, Aidone e Raddusa, nominando solo i più vicini, non avrebbero l’accesso all’autostrada e alle altre località dislocate nel territorio. Ma la gente, incurante della segnaletica, continua a transitare regolarmente lungo la statale sotto la propria respo nsabilità. E d’altronde non può fare altro perché non esiste un percorso alternativo. Eppure la statale non è in condizioni tanto disastrate da giustificare un provvedimento così drastico, fatta eccezione per alcuni punti interessati da frane o in cui si verificano colate di fango. Ma l’Anas, ente proprietario della strada, non interviene. Un pericoloso cedimento della sede stradale, in prossimità di una curva a Calderai, sta là da oltre dieci anni; altri smottamenti e frane nei pressi della zona industriale non sono stati rimossi; opere di contenimento indifferibili non vengono realizzate. Il tutto nell’indifferenza generale che alimenta la falsa certezza di liceità derivante dall’acclarata disapplicazione di obblighi e norme: l’Anas che non adempie i suoi doveri e si scarica delle responsabilità vietando fittizziamente il transito sulla statale, l’utenza (compresi pullman di linea e mezzi commerciali) che continua a transitare in divieto a suo rischio e pericolo. Ci si chiede: le assicurazioni, nel caso di malaugurati incidenti, come si comporteranno?

    Salvatore Di Vita