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Cosa si dice al... Canale

Valguarnera nelle case dei valguarneresi nel mondo!
November 29

A Valguarnera la mafia che non si vede. Il tritolo della strage di Capaci proveniva da Grottacalda

Se fosse una rubrica da almanacco enigmistico, magari ingiallito, si potrebbe dire: "Non tutti sanno che...".
In realtà che la mafia sia radicata anche e soprattutto nell'entroterra ennese, non è nè un enigma nè una leggenda per tenere buoni i bambini quando fanno i capricci.
L'uomo nero, quello vero, in verità utilizza la lupara bianca, per vendetta o per preservare un certo "onore".
Cosa Nostra o mafia che fosse, a Enna era semplicemente la legge di Raffaele Bevilacqua, prima, e di Gaetano Leonardo, detto "Tano u liuni", poi.
A cavallo tra gli anni '80 e '90, si susseguirono due guerre stragiste tra famiglie di Barrafranca e Pietraperzia, che coinvolsero decine di mafiosi.
In quel frangente fu ucciso un tale Tuttobene, originario di Valguarnera ma da anni residente nel paese pietrino.
Quando si parla di mafia, Enna sembra vivere di un mutismo assoluto; una paura che ha attraversato un cinquantennio e trova perciò in questa martoriata Provincia, terreno assai fertile.
La mafia che va a braccetto con l'ecomafia (presunte scorie radioattive nelle miniere di Pasquasia e Floristella); ma prima di tutto un territorio ideale per i vari summit di Cosa Nostra.
Il 17 Novembre 1992 il mutismo fu per un attimo accantonato per dar spazio a un'operazione fragorosissima. La Giustizia metteva le proprie "grinfie" su oltre 200 mafiosi, sotto un preciso ordine del Procuratore della Repubblica Giovanni Tinebra e le cinguettanti rivelazioni del pentito nisseno, Leonardo Messina detto "Narduzzu".
L'Operazione Leopardo coinvolse anche Valguarnera, ove le masserie rurali ospitarono diversi summit mafiosi, con la presenza certa di un pezzo da novanta qual'era Bernardo Provenzano.
In quella occasione venne indagato il valguarnerese Domenico Calcagno, al quale funotificato un avviso di garanzia per favoreggiamento. Due anni dopo, era il 1994, la seconda parte dell'Operazione Leopardo, vide Calcagno un'altra volta indagato e oggetto di un ennesimo avviso di garanzia.
Le accuse decaddero e l'uomo fu libero, almeno fino al 7 marzo 2000, quando nel corso dell'Operazione "Valle del Dittaino" l'uomo, gestore di una ditta di calcestruzzi, venne riconosciuto quale prestanome e uomo d'onore amico e affiliato alla cosca del boss Gaetano Leonardo.
Il 18 maggio 2003, nel bel mezzo di una processione religiosa, due uomini convinsero Calcagno a scendere dalla propria abitazione per spostare la propria auto che, a loro dire, ostruiva il passaggio. Era una trappola tesa dal clan Santapaola, poichè Domenico Calcagno avrebbe chiesto il pizzo all’impresa Ira Costruzioni, azienda sotto il controllo dei "santapaoliani".
In verità a Valguarnera la mafia era ben più attiva di quanto si credesse. GLi affari ruotavano attorno al movimento terra, agli appalti e alle costruzioni di piccoli e medi imprenditori. Lo sapevano gli inquirenti quando nell'aprile del 1990, presso la Strada Statale 121, in prossimità di Agira, ritrovano un'auto Toyota abbandonata. Apparteneva al valguarnerese Francesco Seggio e al figlio Mariano, indicati dal pentito Calderone come i capi mandamento di Valguarnera e affiliati alla cosca di Piddu Madonia. A Francesco Seggio viene attribuita addirittura la reggenza della famiglia di Enna, come successore di Giovanni Mongiovino, agli inizi degli anni '90. Poi venne sostituito dal villarosano Giacomo Sollami, essendo il Seggio caduto in disgrazia.
E la disgrazia fu lupara bianca e di loro (anche il figlio) non s'ebbe più traccia, eccetto che nelle dichiarazioni dei pentiti.
Durante una deposizione rilasciata al PM di Caltanissetta, il pentito Ciro Vara parla, tra le altre cose, della posizione di Seggio nell'organigramma mafioso.
Parlando di un caseggiato ove certamente aveva vissuto per un periodo di latitanza Nitto Santapaola, così racconta: "[...] il Madonia lì riceveva tutti questi personaggi uomini d'onore della famiglia di Enna. Era un covo che gli era stato messo nella disponibilità tramite i Seggio, Ciccio Seggio [...]".
Durante il predetto interrogatorio Ciro Vara fa nomi e cognomi e alla domanda del PM: "Era la riunione per decidere le stragi di Capaci e via D'Amelio?", questi risponde: "Sì, sì, sì".
Poi gli inquirenti, sempre per la serie "Non tutti sanno che..." scopriranno che, le tonnellate di tritolo servite a far saltare l'autostrada all'altezza di Capaci, provenivano dai depositi di Grottacalda, nei pressi di Valguarnera. Una miniera dismessa!.
Secondo un'intervista rilasciata dal Vescovo Michele Pennisi della Diocesi di Piazza Armerina al giornalista Josè Trovato, Valguarnera sarebbe sempre stata uno dei centri dell'ennese particolarmente colpiti da usura. Un sentito dire che è arrivato fino ai scranni religiosi, che torna in auge dopo l'ultima operazione denominata "Green Line" e che, nel giugno 2009, ha portato all'arresto di una ventina di persone, tre delle quali di Valguarnera.

Carmelo Parrinelli
November 27

Concluso processo a carico di un trentenne per maltrattamenti alla moglie

Si è concluso martedì scorso avanti il Tribunale di Enna, in composizione monocratica, dr.ssa Stefania Di Rienzo, il processo a carico di un trentenne di Valguarnera, citato in giudizio da un atto di querela della moglie nel febbraio del 2006. Pesantissimi i fatti contestati all’incensurato valguarnerese. La moglie soltanto dopo essere stata lasciata dal marito aveva sporto denuncia penale contro l'uomo, tra cui maltrattamenti, omesso versamento dei mezzi di sostentamento. Ma il fatto più grave di cui l'uomo era stato chiamato a rispondere risaliva al 2003, quando a dire della moglie, a causa di un violento calcio, sferrato nella centralissima villa comunale di valguarnera, dal marito, questa aveva subito una interruzione di gravidanza ed un aborto. Un processo difficile e delicato, durato quasi 4 anni. Il P.m., nella sua requisitoria aveva concluso con la richiesta di condanna alla reclusione di anni 2 e mesi 1. Il 4 novembre era stata la volta della Procura e della parte civile. Poi il processo era stato rinviato al 24 novembre per la arringa del difensore. L'uomo, che ha rischiato fino a 9 anni di carcere, assistito dall'avvocato Toni Manusè, del foro di Catania, è stato riconosciuto responsabile del reato di maltrattamenti, e condannato alla pena della reclusione di 1 anno, con la concessione di tutti i benefici di legge, compresa la sospensione della pena, ma è andato assolto per il reato di omesso mantenimento, e ciò che è più importante, di avere provocato l'interruzione di gravidanza alla donna. Sul punto riferisce il difensore: "aspettiamo le motivazioni della sentenza relativamente al primo capo di imputazione. In ogni caso valuto positivamente che il Giudice, abbia riconosciuto a favore del mio cliente anche la sussistenza delle circostanze attenuanti generiche. Ma non posso nascondere tutta la mia soddisfazione per l'assoluzione dal reato più grave e più infamante. Nessuno, infatti, può essere calunniato per un fatto mai commesso. Soprattutto che la moglie abbia potuto denunziare il marito dopo tre anni dal fatto e soltanto quando questi aveva preso la decisione di lasciarla. Infatti –conclude il legale- al momento del ricovero presso l'Ospedale di Piazza Armerina, i sanitari non riscontrarono nessun segno evidente di violenza sul corpo della donna, e trattarono l'interruzione di gravidanza, come un semplice aborto spontaneo.” 

Rino Caltagirone

November 26

L’assessore Mazzucchelli risponde al segretario dell’IDV sull’Eternit

<<L’amministrazione comunale e gli uffici preposti, non hanno mai abbassato la guardia nella lotta all’inquinamento ambientale. Essendo anche noi, cittadini di Valguarnera, vogliamo che il nostro territorio sia privo di pericoli ambientali che minano la salute pubblica>>. Reagisce così, l’assessore Rosanna Mazzucchelli, alle recenti dichiarazioni del segretario cittadino dell’Italia dei Valori, Paolo Fabiano, che di recente aveva denunciato la presenza in paese di tanti tetti e tante vasche per la raccolta dell’acqua di eternit e il continuo proliferare di discariche abusive. A Fabiano che aveva detto <<vorrei capire perché le nostre istituzioni non fanno niente per cercare di eliminare i materiali dannosi, che sono disseminati per Valguarnera, in modo da ridurre significativamente i pericoli esistenti>>, l’assessore Mazzucchelli replica: <<Con il nostro Ufficio tecnico, diretto dall’ingegnere Francesco Di Bella, monitoriamo costantemente il nostro territorio. A seguito di una relazione dettagliata e corredata da inequivocabili fotografie, elaborata dall’Utc, sulle discariche abusive esistenti, ho preparato la richiesta di una variazione di bilancio di 10mila euro, che ci consenta di rimuovere i pericoli ambientali esistenti. Mi auguro che il consiglio comunale la approvi>>. Rosanna Mazzucchelli difende a spada tratta il suo operato e afferma: << In un recente passato abbiamo speso ben 8 mila euro per eliminare varie discariche abusive. Per quanto riguarda le abitazioni private a cui fa cenno Fabiano, devo precisare che non è competenza degli uffici comunali. I cittadini devono segnalare eventuali fonti di pericolo di proprietà privata all’Ausl che, dopo opportuni controlli, verifica se c’è pericolo per l’ambiente e la salute pubblica. Solo allora si adottano i provvedimenti del caso>>. L’assessore Mazzucchelli conclude affermando: << Posso rassicurare i cittadini che siamo sempre vigili. Abbiamo già trasmesso alla Giunta, il regolamento comunale che disciplina l’installazione di ripetitori telefonici. Giorni addietro i tecnici dell’Arpa, senza nessun preavviso e, quindi, nella totale trasparenza, hanno eseguito dei sopralluoghi ed effettuato tutte le misurazioni del caso in via San Liborio, lì dove si trova installata un’antenna per la telefonia mobile. Attendiamo la relazione finale, ma abbiamo già saputo che i valori misurati sono molto al di sotto del limite stabilito dalla legge>>.

Arcangelo Santamaria

Il CODIRES sulla protesta degli agricoltori

Il sindacato di categoria Codires, fa il punto sulla manifestazione di protesta degli agricoltori. <<Diecimila agricoltori meridionali, mille mezzi fra trattori, camion, furgoni, camper, auto a seguito, decine di pullman, con rappresentanze di amministratori locali, dallo scorso 16 novembre si sono riuniti a Roma. Dopo un lungo corteo snodatosi per tutta l’Italia Meridionale- raccontano gli organizzatori- sfidando intemperie, stanchezza e fame, rivendichiamo il giusto diritto a una programmazione economica mirante a tutelare il comparto agricolo-alimentare, attualmente in grave crisi. Chiediamo, nell’immediato, il riconoscimento dello stato di crisi del settore>>. In questi giorni, le delegazioni delle associazioni autonome di categoria meridionali; per la Sicilia Codifas, Altragricoltura, Codires-Agricolutra-Aimpa e Comitati spontanei, hanno incontrato, presentando la propria piattaforma rivendicativa, il sottosegretario alle Politiche Agricole, Bonfiglio, il presidente nazionale della conferenza Stato-Regioni, Errani, il componente della commissione Agricoltura della Camera, Ruvolo, i senatori Giambrone, Di Nardo e Belisario, che sono i sottoscrittori di una specifica mozione al senato, ed i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani. In rappresentanza dell’Assemblea regionale siciliana, è intervenuto l’onorevole Caputo. <<Abbiamo particolarmente apprezzato- dicono il presidente del Codires, Franscesco Crocitti e il segretario regionale, Enrico Scozzarella- l’intervento deciso dell’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino che in sede governativa ha rappresentato le rivendicazioni da noi richieste e la conseguente richiesta al governo nazionale, del riconoscimento dello stato di crisi del comparto, così come già deliberato dal governo regionale. E’ stato preso l’impegno di discutere la problematica in Parlamento, ma gli Agricoltori, conoscendo i tempi della politica, hanno deciso di mantenere il presidio ad oltranza fino alla risoluzione della vertenza, organizzandosi in tende approntate all’uopo dalla Protezione Civile, che ringraziamo per il lavoro che sta svolgendo>>.

Arcangelo Santamaria

November 24

La reazione del Sindaco dopo le dichiarazioni di Maugeri: “Mi aspetto le sue dimissioni”

Dopo le dichiarazioni del vice sindaco, Dario Maugeri: <<Il sindaco dovrebbe seriamente riflettere sugli errori commessi in questi anni di governo. Nocilla ha deciso, senza il mio appoggio e quello degli altri, che fosse lui il candidato. Il Pdl non accetterà le imposizioni di questo sindaco, poiché considerato un candidato perdente, e discuterà insieme per trovare un candidato credibile da presentare alle prossime elezioni>>, si è scatenato il terremoto politico in seno alla giunta comunale che, guidata dal sindaco Nocilla, da quattro anni e mezzo governa Valguarnera. Il sindaco Nocilla, reagisce dicendo:<<Rispondo solo perché mi avete contattato voi. Avrei preferito non rilasciare nessuna dichiarazione, perché i panni sporchi preferisco lavarli in famiglia e per questa ragione ho già convocato una riunione di Giunta>>. Nocilla è amareggiato e afferma:<<Sono meravigliato dalle dichiarazioni di Dario Maugeri, sia perché qualche sera addietro si era deciso assieme di andare avanti sino alla scadenza naturale del mandato, sia perché lo sostengo politicamente da 14 anni. Non capisco le sue critiche nei miei confronti e mi chiedo, così come si stanno chiedendo tanti cittadini, dove è stato Maugeri in questi 4 anni e mezzo di governo della città. Non c’è dubbio che i rapporti politici non possono scalfire quelli personali, ma proprio Maugeri, in questi anni ha più volte affermato di essere orgoglioso di avere me come sindaco e di sostenermi come candidato alle prossime elezioni. Da sindaco uscente credo di avere tutto il diritto a ricandidarmi e l’Mpa, che è il mio partito, mi sostiene in questo>>. Dopo le resistenze iniziali per rilasciarci, qualche dichiarazione, Nocilla, si scatena:<<Annunciando la mia intenzione di ricandidarmi, credo di avere scoperto una trama che mirava a spremermi come un limone sino a pochi giorni dalle elezioni, per poi candidare qualche altro come Maugeri. Io sono l’unico che può coagulare il centrodestra e mentre il mio partito (Mpa) mi sostiene, il partito di Dario Maugeri (Pdl) non lo vuole. E’ Maugeri il candidato perdente e sino ad ora parla a titolo personale, visto che i vertici del suo partito non hanno preso nessuna posizione. Io ho rispetto del Pdl visti che tengo 2 suoi assessori in Giunta, senza che hanno nessun consigliere comunale>>. A questo punto le ore di Dario Maugeri in Giunta sembrano contate. << Mi aspetto- dice Nocilla- le sue dimissioni, che a mio parere dovevano essere protocollate prima delle sue dichiarazioni alla stampa>>.

Arcangelo Santamaria